Concept

Concept

Il Convegno “Frammenti di Psiche”, organizzato congiuntamente dall’Associazione Italiana di Psicologia Analitica e dal Centro Italiano di Psicologia Analitica,  si pone l’obiettivo di recuperare e riposizionare il pensiero junghiano nell’attuale dibattito sulla psicopatologia conseguente a traumi complessi. I concetti di dissociabilità della psiche e di complesso autonomo a tonalità affettiva, appaiono dotati di un inesauribile valore euristico e concettualmente (quanto mai) appropriati per l’elaborazione di un modello interpretativo junghiano originale, permeabile ai dati clinici e neurobiologici più recenti, in grado di supportare sia il lavoro clinico, sia la ricerca e la definizione di forme e modalità d’intervento più specifiche ed efficaci con i pazienti sopravvissuti a esperienze traumatiche estreme.

Il recente superamento del concetto unitario di trauma, così come per tanti anni è stato concepito, e l’identificazione di una tipologia di esperienze traumatiche con caratteristiche specifiche e  potenzialmente capaci di indurre quadri psicopatologici complessi e impegnativi,  accomunati da alterazioni profonde di tipo dissociativo, ha (ri-)portato l’attenzione sui fenomeni dissociativi e sulla dissociabilità della psiche. In tale quadro si situa la riscoperta delle straordinarie intuizioni di un autore come  Pierre Janet, per molti decenni “dimenticato”, le cui concezioni relative all’architettura psichica e alla frammentazione della psiche hanno rappresentato una delle radici del pensiero junghiano.

C’è oggi bisogno di uno sforzo di riflessione e comprensione approfondita del divenire psicodinamico conseguente a esperienze traumatiche complesse, che muova dalla valorizzazione e dall’attualizzazione di alcuni concetti chiave della psicologia analitica, sviluppandosi attraverso un confronto costruttivo e dialogante con la psicoanalisi classica e i principali modelli teorico-clinici proposti e affermatisi negli ultimi anni.

È da questa esigenza che nasce Frammenti di Psiche 2020, parte  integrante di un percorso di lavoro e ricerca  iniziato nel 2017 con la costituzione del Gruppo sul Trauma Complesso, creato congiuntamente da AIPA e CIPA, formato da analisti di entrambe le Associazioni con esperienza nel campo dei disturbi post-traumatici o comunque prossimi a queste tematiche.

Non è però possibile affrontare la dimensione individuale del trauma, senza far entrare nel campo analitico la dimensione traumatica collettiva e sociale di fenomeni, quali l’intolleranza, il razzismo, il terrorismo, le violenze urbane, l’autoritarismo, che si vanno affermando, con velocità preoccupante, nella nostra epoca.

La psicologia analitica ci sembra costitutivamente “attrezzata” per sviluppare una riflessione approfondita su questi complessi fenomeni collettivi, per cogliere le origini e le conseguenze, sull’individuo e sugli assetti sociali, di questa traumaticità debordante, in grado di attaccare la stessa attività di simbolizzazione e di generare una (sub) cultura scissa e paranoica.

Il Convegno di Roma 2020 sui processi traumatici complessi, vuole essere, in definitiva, un importante momento di confronto e di sintesi, da cui possano emergere prospettive teoriche e traiettorie cliniche originali, fondate sulla psicologia complessa e sul confronto costruttivo e dialogante con altri modelli teorico-clinici.

Il Convegno “Frammenti di Psiche”, organizzato congiuntamente dall’Associazione Italiana di Psicologia Analitica e dal Centro Italiano di Psicologia Analitica,  si pone l’obiettivo di recuperare e riposizionare il pensiero junghiano nell’attuale dibattito sulla psicopatologia conseguente a traumi complessi. I concetti di dissociabilità della psiche e di complesso autonomo a tonalità affettiva, appaiono dotati di un inesauribile valore euristico e concettualmente (quanto mai) appropriati per l’elaborazione di un modello interpretativo junghiano originale, permeabile ai dati clinici e neurobiologici più recenti, in grado di supportare sia il lavoro clinico, sia la ricerca e la definizione di forme e modalità d’intervento più specifiche ed efficaci con i pazienti sopravvissuti a esperienze traumatiche estreme.

Il recente superamento del concetto unitario di trauma, così come per tanti anni è stato concepito, e l’identificazione di una tipologia di esperienze traumatiche con caratteristiche specifiche e  potenzialmente capaci di indurre quadri psicopatologici complessi e impegnativi,  accomunati da alterazioni profonde di tipo dissociativo, ha (ri-)portato l’attenzione sui fenomeni dissociativi e sulla dissociabilità della psiche. In tale quadro si situa la riscoperta delle straordinarie intuizioni di un autore come  Pierre Janet, per molti decenni “dimenticato”, le cui concezioni relative all’architettura psichica e alla frammentazione della psiche hanno rappresentato una delle radici del pensiero junghiano.

C’è oggi bisogno di uno sforzo di riflessione e comprensione approfondita del divenire psicodinamico conseguente a esperienze traumatiche complesse, che muova dalla valorizzazione e dall’attualizzazione di alcuni concetti chiave della psicologia analitica, sviluppandosi attraverso un confronto costruttivo e dialogante con la psicoanalisi classica e i principali modelli teorico-clinici proposti e affermatisi negli ultimi anni.

È da questa esigenza che nasce Frammenti di Psiche 2020, parte  integrante di un percorso di lavoro e ricerca  iniziato nel 2017 con la costituzione del Gruppo sul Trauma Complesso, creato congiuntamente da AIPA e CIPA, formato da analisti di entrambe le Associazioni con esperienza nel campo dei disturbi post-traumatici o comunque prossimi a queste tematiche.

Non è però possibile affrontare la dimensione individuale del trauma, senza far entrare nel campo analitico la dimensione traumatica collettiva e sociale di fenomeni, quali l’intolleranza, il razzismo, il terrorismo, le violenze urbane, l’autoritarismo, che si vanno affermando, con velocità preoccupante, nella nostra epoca.

La psicologia analitica ci sembra costitutivamente “attrezzata” per sviluppare una riflessione approfondita su questi complessi fenomeni collettivi, per cogliere le origini e le conseguenze, sull’individuo e sugli assetti sociali, di questa traumaticità debordante, in grado di attaccare la stessa attività di simbolizzazione e di generare una (sub) cultura scissa e paranoica.

Il Convegno di Roma 2020 sui processi traumatici complessi, vuole essere, in definitiva, un importante momento di confronto e di sintesi, da cui possano emergere prospettive teoriche e traiettorie cliniche originali, fondate sulla psicologia complessa e sul confronto costruttivo e dialogante con altri modelli teorico-clinici.

Patrocini

Patrocini

PRESIDENTI DEL CONVEGNO

PRESIDENTI DEL CONVEGNO

Massimo Germani
Maria Ilena Marozza

COMITATO SCIENTIFICO

COMITATO SCIENTIFICO

Luigi Aversa
Stefano Carta
Vito Marino De Marinis
Concetto Gullotta
Anna Maria Sassone
Enzo Vittorio Trapanese

COMITATO ORGANIZZATIVO

COMITATO ORGANIZZATIVO

Fabrizio Alfani
Laura Avossa
Donatella Cingolani
Rosa Maria Dragone
Massimo Germani (Co-chair)
Italo Gionangeli
Maria Ilena Marozza (Co-chair)
Marigia Maulucci
Barbara Persico
Maria Rita Porfiri